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Mag 28

Appuntamenti celesti di giugno 2024

Allineamenti e Congiunzioni:

Giorno 1: Giove, Mercurio, Urano, Marte, Luna, Nettuno e Saturno saranno allineati nel cielo ad est prima del sorgere del Sole con Nettuno tanto vicino alla Luna da poter essere osservati insieme nello stesso campo visivo dell’oculare di un telescopio a bassi ingrandimenti

Giorno 3: la Luna calante sarà in congiunzione con Marte visibili verso l’orizzonte  ad Est poco prima del sorgere del Sole

Giorno 4: Giove sarà in congiunzione con Mercurio molto bassi sopra l’orizzonte ad Est Nord/Est difficili da individuare perché già immersi nelle luci dell’alba

Giorno 8: la Luna crescente illuminata appena al 6% sarà in prossimità di Polluce nella costellazione dei Gemelli molto bassa sull’orizzonte ad Ovest

Giorno 11: la Luna illuminata al 27% sarà in vicinanza di Regolo, la stella alfa della costellazione del Leone

Giorno 16: alle ore 20:30 la Luna sarà vicinissima a Spica, la stella alfa della costellazione della Vergine e sebbene con qualche difficoltà dovuta alla luce diurna sarà possibile osservarla magari con l’aiuto di un piccolo telescopio

Giorno 27 e 28: la Luna calante sarà nuovamente in congiunzione con Saturno visibile ad Est – Sud/Est nelle ultime ore della notte

Giorno 30: Giove Marte Luna e Saturno saranno allineati e visibili nel cielo ad Est prima dell’alba

Luna:

La Rupes recta, “Muro dritto”, faglia rettilinea di 110km x 300m di altezza. Foto: V. Marinoni

Più che la luce sono il buio e le ombre a dare spettacolarità alle immagini Lunari perché creano il contrasto che evidenzia i profili le altezze le profondità e le increspature dando vita ad un paesaggio in costante mutamento.

Se non ci fosse il buio del cielo notturno tutt’intorno non potremmo osservare i margini corrugati della sfera Lunare illuminata dal Sole, così come il buio al di là del terminatore ci restituisce drammatiche immagini di crateri che sembrano sprofondare nel vuoto. Sono le ombre dei rilievi montagnosi e quelle all’interno dei crateri che ci danno il senso dell’altezza e della profondità. La famosa Rupes Recta ci appare così ben definita grazie alla sua ombra che la fa risaltare sul fondo del Mare Nubium, così come i bordi frastagliati del cratere Plato si possono percepire solamente osservando la loro ombra proiettata sul fondo liscio dello stesso cratere.

Il cratere Plato, formazione circolare di 101 km di diametro, nei pressi delle Alpi Lunari. Foto: V. Marinoni

Le ombre delle creste e delle cime dei Montes Alpes, Caucasus, Appenninus e Carpatus fanno risaltare l’imponenza di queste catene montuose che incorniciano il Mare Imbrium. È il buio che nasconde il fondo di alcuni crateri che fa sembrare la cima dei rilievi nel loro mezzo illuminate dal Sole come isole nel mezzo di un lago scuro, ed infine sono proprio le ombre a dar vita a fantasiose immagini con tanto di occhi e bocche all’interno dei crateri Albateginus e Clavius.

Gli appennini Lunari, catena montuosa di 953 km e il Mons Bradley. Foto: V. Marinoni

Ecco quindi il consiglio di osservare in maniera diversa la nostra Luna guardando con più attenzione le ombre dalle quali potremmo trarre chiare indicazioni di formazioni che altrimenti passerebbero inosservate. Il periodo migliore è ovviamente quando la Luna è in fase crescente o calante.

Il cratere Clavius, di 225 km di diametro, nei pressi del Polo Sus Lunare. Foto: V. Marinoni

Pianeti:

Prosegue il periodo negativo per l’osservazione dei pianeti, ma verso la fine del mese si aprirà uno spiraglio di tempo nelle ultime ore della notte per l’osservazione di Saturno, Marte e Giove

Mercurio: sarà meglio osservabile verso fine mese quando tramonterà ad Ovest circa un’ora dopo il Sole con magnitudine -0,7 e diametro di 5 arcsec

Venere: sarà praticamente inosservabile per tutto il mese perché ancora troppo vicino al Sole

Marte: a inizio mese sorgerà circa due ore prima del Sole ed avrà una magnitudine di +1 Il giorno 3 sarà in congiunzione con una sottilissima falce di Luna calante. A fine mese sorgerà poco meno di tre ore prima del Sole mantenendo quasi la stessa magnitudine e lo stesso diametro apparente (5 arcsec) che insieme alla scarsa elevazione in cielo ne renderanno poco significativa l’osservazione. Non sarà infatti possibile scorgere alcuna formazione sulla sua superficie con i normali telescopi amatoriali

Giove: anche l’osservazione di Giove sarà alquanto difficoltosa a causa della sua vicinanza dal Sole (solo prospettica) e solamente verso fine mese avremo qualche possibilità perché sorgerà quasi un’ora e mezza prima del Sole ed avrà una magnitudine di -2 ed un diametro apparente di 33 arcsec

Saturno: a inizio mese sorgerà circa tre ore prima del Sole con magnitudine + 1.02 e diametro apparente con gli anelli di 40 arcsec , mentre a fine mese sorgerà quasi cinque ore prima del sole avrà una magnitudine di circa + 0,9 ed un diametro apparente con gli anelli di circa 39 arcsec. I giorni 27 e 28 sarà in congiunzione con una sottile falce di Luna calante

Per tutto il mese gli anelli di Saturno saranno allineati all’asse Equatoriale e pertanto poco visibili

Urano: a inizio mese sarà di magnitudine + 5,87 e diametro apparente 3,4 arcsec praticamente inosservabile vicino a Mercurio mentre a fine mese lo troveremo posizionato tra Marte e Giove, sarà di magnitudine + 5,85 e diametro apparente 3,4” arcsec e sarà possibile cercare di individuarlo anche se con non poche difficoltà prima che le luci dell’alba avanzino

Nettuno: lo potremo scorgere per tutto il mese vicino a Saturno, avrà una magnitudine di circa + 7,8 e diametro apparente di 2,3 arcsec I giorni 1 e 28 sarà in congiunzione con la Luna

Comete e Stelle cadenti:

Se si vuol cercare c’è sempre qualche cometa visibile nel cielo di notte, magari difficile da individuare con un binocolo. ma sempre alla portata di un telescopio anche di piccole dimensioni. È il caso della cometa periodica 13P/Olbers che orbita intorno al Sole ogni 69,2 anni ad una distanza media di 16,9 UA (16,9 volte la distanza tra la Terra e il Sole) ed è meglio visibile all’inizio di questo mese nella costellazione dell’Auriga nelle prime ore della sera, molto bassa sopra l’orizzonte a Nord/Ovest in prossimità della stella Menkalinan (beta Aurigae). La sua magnitudine sarà molto scarsa, compresa tra +7 e +8 e pertanto si potrà cercare di osservarla solamente sotto cieli bui e in assenza della Luna (la fotografia è consigliata perché i sensori delle macchine fotografiche sono molto più sensibili dei nostri occhi)

Il giorno 2 ci sarà il picco dello sciame meteorico delle Tau Ercolidi con un ZHR max di 17 meteore/ora. Sarà possibile avvistare qualche scia luminosa in prossimità di Arturo (la stella alfa della costellazione di Boote) prima della mezzanotte. Il corpo genitore di queste meteore è la cometa periodica 73/P Schwassmann-Wachman che ha lasciato una scia di polveri e piccole particelle nello spazio del nostro sistema solare che verrà attraversato dalla Terra proprio in questo periodo.

Verso fine mese ci sarà il picco di un altro sciame meteorico, quello delle Bootidi, che intorno alla mezzanotte del 27 prevede un numero massimo di meteore per ora (ZHR) compreso tra 0 e 30. Il corpo genitore è la cometa 7P/Pons-Winnecke. Anche per questo sciame il radiante da cui si origineranno le scie luminose sarà in prossimità di Arturo (stella alfa della costellazione di Boote)

Eventi particolari:

Il giorno 20 alle ore 20:51 UT cadrà il Solstizio Estivo che darà il via all’estate.

Deep Sky:

Con la diffusione di strumenti sempre più tecnologici che puntano gli oggetti celesti in automatico (telescopi con sistemi go-to) si è un po’ persa la dimestichezza di identificarli in modo autonomo. Perché quindi non esercitarsi almeno di tanto in tanto individuando con l’ausilio di un binocolo o di un telescopio (manovrato manualmente) gli oggetti meglio visibili nel periodo? Il mese di giugno ci suggerisce l’osservazione intorno all’asterismo del “triangolo estivo” che ha per vertici le ben visibili stelle Deneb (alfa Cygni), Vega (alfa Lyrae) e Altair (alfa Aquilae).

L’asterismo del Triangolo Estivo. Simulazione con Stellarium

Potremo aiutarci con un atlante stellare (anche virtuale come Stellarium) per spostarci da un ammasso stellare a una nebulosa o a una stella doppia, passando dall’osservazione dell’ammasso M29 (Torri di raffreddamento), alla nebulosa Nord America, alla stella doppia Albireo tutti nella costellazione del Cigno,. per passare poi alla nebulosa ad Anello e alle stelle doppie nella Lyra (specialmente delta 2 Lyr), finendo con l’osservazione degli ammassi stellari nella costellazione dell’Aquila.

Cieli sereni

Vittorio

p.s. Per l’individuazione e la cronologia degli eventi sono stati utilizzati il planetario  virtuale “Stellarium” e l’atlante lunare “Virtual Moon Atlas