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Lug 30

Appuntamenti celesti di agosto 2026

Allineamenti e Congiunzioni:

Il mese inizia con Mercurio, Marte, Urano e Saturno allineati in cielo da Nord Est a Sud con la Luna un poco più spostata verso Sud Ovest. Successivamente la Luna calante si sposterà di giorno in giorno verso Mercurio che a sua volta si sposterà verso il Sole, mentre la sua posizione verrà progressivamente occupata da Giove

Giorno 4: la Luna sarà in congiunzione con Saturno

Giorno 7: la Luna calante al 38% sarà in congiunzione con le Pleiadi

Giorno 9: una falce di Luna calante illuminata al 17% sarà visibile in congiunzione con Marte nelle ultime ore della notte verso Est

L’allineamento planetario del 1 agosto 2026. Simulazione con Stellarium

Giorno 11: una sottilissima falcetta di Luna calante illuminata al 3,3% sarà in congiunzione con Mercurio visibile bassa sopra l’orizzonte a Nord-Est

Giorno 14: Marte sarà in prossimità degli ammassi stellari aperti M35 e NGC2158

Giorno 15 e 16: Venere sarà visibile ad Ovest al tramonto vicino a una sottile falce di Luna crescente

Giorno 31: La luna sarà nuovamente in congiunzione con Saturno

Luna:

La parte visibile della Luna ci mostra circa 300.000 crateri di oltre un Km di diametro, la maggior parte dei quali si è formata in un periodo compreso tra i 3,8 e i 4,1 miliardi di anni fa quando la Luna è stata sottoposta ad un intenso bombardamento meteoritico noto col nome di Grande Bombardamento Tardivo (Late Heavy Bombardment). Dopo tale periodo gli impatti di corpi celesti sulla superficie Lunare sono sensibilmente diminuiti pur continuando fino ai nostri giorni. Tra i crateri che si sono formati dopo il Grande Bombardamento Tardivo i più famosi sono lo  spettacolare Copernicus, di circa 90 Km di diametro con un’altezza di circa 3.800 metri e vecchio di circa 800 milioni di anni, e l’inconfondibile Tycho, dalle estese raggere di circa 85 Km di diametro per 4.800 metri di altezza con un’età stimata di circa 108 milioni di anni.

I crateri Copernico, Reinhold e i Monti Carpazi. Foto: A. Sommi

Ogni anno si formano circa una ventina di piccoli crateri superiori ai 20 metri di diametro, dovuti a meteoriti che colpiscono il suolo Lunare, mentre eventi significativi in grado di produrre crateri dell’ordine di centinaia di metri, come quello scoperto nel marzo del 2024 dalla sonda spaziale della NASA Lunar Reconnaissance Orbiter di 225 metri di diametro e profondo 43 metri sono alquanto rari, dell’ordine di uno ogni centinaio di anni o più. Prevedere quando ci saranno impatti in grado di produrre dei nuovi crateri sulla superficie della Luna è pressoché impossibile perché nessuno è in grado di identificare piccoli meteoriti e calcolarne la traiettoria per conoscere quando e dove colpiranno il suolo Lunare. Nei prossimi giorni però ci sarà l’opportunità di assistere alla formazione di un nuovo cratere conoscendone persino il luogo e l’ora, infatti uno stadio di un razzo sta per schiantarsi sulla Luna. Si tratta di un pezzo del razzo Falcon 9 di SpaceX che nel 2025 ha trasportato verso la Luna due lander. Il programma prevedeva che dopo il lancio il 2° stadio del razzo Falcon 9 avrebbe dovuto orientarsi per rientrare nell’atmosfera terrestre disintegrandosi, ma qualcosa non ha funzionato e lo stesso è entrato in un’orbita terrestre ellittica che lo ha poi portato ad essere catturato dalla gravità della Luna con l’inevitabile destino di precipitarvi sopra. Essendo note le caratteristiche del relitto spaziale, gli scienziati hanno potuto calcolare con buona approssimazione la data e la posizione dell’impatto così da prepararsi a studiarne gli effetti.

Si stima che il 2° stadio del razzo che misura circa 12 metri di lunghezza e pesa 4 tonnellate e viaggia a una velocità di 8750 Km/h, produrrà un cratere di circa 20 o 30 metri di diametro e profondo dai 2 ai 4 metri quando colpirà il suolo Lunare intorno alle ore 08:35 (ora Italiana) del 5 agosto in prossimità del cratere Einstein.

Anche se sarà veramente difficile (se non impossibile) assistere all’evento che avverrà in piena luce da parte di noi astrofili, non è detto che se qualcuno possiede uno strumento con diametro superiore ai 10 cm non riesca a fotografare qualcosa, magari anche solo il craterino che si è formato confrontandolo con qualche foto antecedente.

Con l’augurio che i telescopi scientifici o le sonde orbitanti la Luna, come la Coreana KLPO/ Danuri ci ripropongano immagini dell’impatto, pubblichiamo un’immagine tratta da Stellarium con l’indicazione della zona interessata.

Area del previsto impatto del 2° stadio Falcon 9 del 05 agosto 2026. Simulazione con Stellarium

Pianeti:

Mercurio: il periodo migliore per osservarlo sarà a inizio mese quando si leverà a Nord-Est un’ora e mezza circa prima del Sole dal quale raggiungerà la massima elongazione il giorno 2. Successivamente tornerà gradatamente ad avvicinarglisi fino alla congiunzione di fine mese. Il giorno 11 sarà raggiunto da una sottilissima falce di Luna calante illuminata al 3,2%, mentre il giorno 14 sarà in congiunzione con la l’ammasso dell’Alveare. Il giorno 15 lo potremo osservare in congiunzione con Giove un’ora circa prima del sorgere del Sole. Entrambi avranno quasi la stessa magnitudine (-1,7 Giove e -1,2 Mercurio) e saranno visibili bassi sopra l’orizzonte a Nord-Est.

Venere: nel corso mese si muoverà velocemente dalla costellazione del Leone verso la costellazione della Vergine. A inizio mese lo potremo osservare sopra l’orizzonte ad Ovest dove tramonterà intorno alle 22:30 avrà una magnitudine di -4,3, un diametro apparente di 21,04 arcsec. e una fase del 55,5%, mentre a fine mese avrà magnitudine -4,62 con diametro apparente di 30,02 arcsec e fase al 38,9% e tramonterà alle 21:15. I giorni 15 e 16 sarà in prossimità di una sottile falce di Luna crescente.

Marte: a inizio mese sorgerà a Nord-Est/Est verso 02:30 avrà una magnitudine di 1,35 e un diametro apparente di 4,69 arcsec. Successivamente anticiperà la sua levata e a fine mese sorgerà intorno alle 1:50, avrà una magnitudine di +1.24 e un diametro apparente di 5,05 arcsec. Il giorno 4 sarà in congiunzione con una sottile falce di Luna calante.

Giove: a inizio mese si troverà talmente vicino al Sole da essere inosservabile per poi allontanarsi sempre più dallo stesso tanto che a fine mese sorgerà circa due ore prima del Sole e lo potremo osservare prima delle luci dell’alba, basso sopra l’orizzonte ad Est / Nord-Est di magnitudine -1,8 e diametro apparente di 31,79 arcsec. Il Giorno 15 sarà in congiunzione con Mercurio

Saturno: anche nel corso di questo mese Saturno anticiperà la sua levata di quasi due ore: infatti il giorno 1 sorgerà ad Est intorno alle 23:25 e avrà una magnitudine di +0,63 e un diametro apparente con gli anelli di 43,03 arcsec, mentre a fine mese sorgerà alle 21:25 circa avrà magnitudine + 0,48 e un diametro apparente di 44,93 arcsec. I giorni 4 e 30 sarà in congiunzione con la Luna.

Urano: si troverà per tutto il mese a metà strada tra le Pleiadi e Aldebaran nella costellazione del Toro, il giorno 1 sorgerà intorno alle 01:20 avrà una magnitudine di +5,78 e diametro apparente di circa 3,55 arcsec. A fine mese sorgerà verso le 23:20 mantenendo praticamente quasi la stessa magnitudine e diametro apparente. Il giorno 8 sarà in congiunzione con la Luna calante.

Nettuno: avrà più o meno le stesse condizioni di visibilità di Saturno essendo i due vicini per tutto il mese. Il giorno 1 sorgerà ad Est intorno alle 23:00 avrà una magnitudine di +7,72 e un diametro apparente di 2,33 ascsec e a fine mese sorgerà intorno alle 21:00 mantenendo quasi uguali magnitudine e diametro. Nei giorni 3 e 30 sarà in congiunzione con la Luna.

Stelle cadenti:

La notte del 13, dopo le tre, lo sciame meteorico delle Perseidi raggiungerà il picco con un’intensità prevista di circa 80 meteore ogni ora. Le scie luminose prodotte dai residui lasciati nello spazio dalla cometa 109P/Swift-Tuttle che si incendieranno a contatto con la nostra atmosfera saranno visibili nel cielo a Nord-Est in prossimità della costellazione del Perseo.

Le Perseidi sembrano provenire dalla costellazione di Perseo, dalla quale prendono il nome, nella porzione nord-orientale del cielo. Fonte: NASA

L’assenza della Luna renderà quest’anno lo spettacolo davvero interessante e varrà sicuramente la pena recarsi in una località senza inquinamento luminoso (magari in montagna) per poter scorgere anche le scie meno luminose.

Una Perseide ripresa nell’agosto 2023. Foto: V. Marinoni

L’osservazione delle Perseidi non si limita alla sola notte del 13 ma potrà darci qualche soddisfazione anche le sere immediatamente antecedenti e successive. Un obiettivo fisheye magari collegato a una camera di ripresa planetaria ci permetterà di riprendere una buona parte della volta celeste insieme alle scie delle stelle cadenti. E comunque, fate attenzione…

Attenzione: caduta Stelle!

 

Eventi principali:

Il giorno 12 alle 19:27 inizierà la tanto attesa eclissi di Sole, anche se purtroppo nella nostra zona sarà solo parziale raggiungendo un oscuramento del 92% verso le 20:20 poco prima che il Sole tramonti dietro l’orizzonte, come è stato ampiamente illustrato nell’articolo di Maurizio Franchini recentemente pubblicato sul nostro sito al quale vi rimandiamo per maggiori dettagli. Per chi volesse ammirare o fotografare l’eclissi di Sole raccomandiamo la massima attenzione, specialmente se si utilizzeranno strumenti ottici (binocoli o telescopi) perché la luce del Sole potrebbe danneggiare irrimediabilmente la vista.

È consentito osservare o fotografare il Sole ESCLUSIVAMENTE con l’impiego di appositi occhiali o filtri certificati per questo scopo.

L’eclisse parziale di Sole del 12 agosto 2026. Simulazione con Stellarium

Il giorno 28, come sempre avviene 15 giorni prima o dopo un’eclissi di Sole, ci sarà un’eclissi di Luna con inizio alle 04:34. La luna entrerà nella zona di penombra della Terra già dalle 03:24, mentre l’ombra vera e propria della Terrà inizierà a oscurarla alle 04:34. La fase massima di oscuramento raggiungerà il 93% ed accadrà alle 06:13 poco prima che la Luna tramonti dietro l’orizzonte ad Ovest. Se fossimo sulla Luna assisteremmo ad un’eclissi di Sole proprio come quella a cui abbiamo assistito 15 giorni prima dal nostro pianeta.

L’eclisse di Luna del 28 agosto 2026. Simulazione con Stellarium

Cieli sereni

Vittorio