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Mar 08

Ritorno alla Luna

Ero più giovane quando poco più di cinquant’anni fa ho seguito con entusiasmo le missioni spaziali che hanno portato l’uomo sulla Luna, ed ora dopo tanti anni rivivere quelle emozioni mi fa sperare come allora in un futuro capace di offrire grandi opportunità al genere umano.

Il logo del programma Artemis. Fonte: NASA

La missione Artemis della NASA riporterà nei prossimi anni alcuni astronauti sulla Luna riaccendendo l’interesse per i viaggi al di fuori del nostro pianeta in una avventurosa esplorazione che da sempre ha spinto l’uomo alla scoperta dell’ignoto.

Era verso la fine del 2022 quando con la missione Artemis I la NASA ha testato l’affidabilità del lanciatore Space Launch System che ha portato la navicella Orion a compiere due orbite intorno alla Luna per poi ritornare sulla Terra 25 giorni dopo (ne abbiamo parlato qui). A bordo di Orion c’erano tre manichini dotati di strumentazione in grado di determinare le condizioni a cui sarebbero stati in seguito sottoposti gli astronauti in carne ed ossa nel loro viaggio verso la Luna e ritorno. La missione ha avuto successo anche se alcuni problemi sorti nella fase di rientro della navicella dovuti ad un eccessivo riscaldamento dello scudo termico hanno costretto gli ingegneri a rivederne la forma la composizione e la traiettoria di rientro in atmosfera.

Grande attesa quindi per il lancio di Artemis II che a marzo trasporterà a bordo della navicella Orion quattro astronauti tra i quali oltre al comandante Reid Wiseman ci saranno per la prima volta in una missione verso la Luna una donna, Christina Kock, il primo afroamericano Victor Glover, e il primo non Americano il Canadese Jeremy Hansen.

L’equipaggio di Artemis II: da sinistra, Christina Koch, Victor Glover, Reid Wiseman, e il Canadese Jeremy Hansen. Fonte: NASA

La missione avrà una durata complessiva di 10 giorni e non prevede lo sbarco sulla Luna ma il sorvolo della stessa sul lato nascosto lungo un’orbita che riporterà poi l’equipaggio verso la Terra.

Lo scopo è quello di testare nel dettaglio l’efficienza di tutto il programma dal lanciatore SLS alla navetta Orion con la presenza umana fino al rientro in atmosfera ad alta velocità, oltre che a reperire dati sulle future zone di allunaggio. Se tutto funzionerà a dovere sarà avviata con Artemis III l’ultima fase che finalmente riporterà l’uomo sulla Luna con l’obiettivo questa volta a differenza di cinquant’anni fa di un insediamento duraturo che getterà le basi per le future missioni verso Marte.

Ad oggi il lancio di Artemis III è previsto per il 2027 ma alcuni problemi legati al sistema di allunaggio di SpaceX, lo Starship Human Landing System, potrebbero posticiparne la data anche non di poco, il che riproporrebbe l’avvincente sfida alla corsa verso la Luna che cinquant’anni fa vedeva in competizione Russi e Americani e che adesso vedrebbe Americani e Cinesi dato che il programma spaziale Cinese prevede lo sbarco di astronauti sulla Luna entro il 2030.

Siano Americani o Cinesi il ritorno dell’uomo sulla Luna è ormai questione di qualche anno e personalmente non vedo l’ora di assistere allo sbarco degli astronauti che con gli strumenti tecnologicamente molto più avanzati oggi a disposizione ci potrebbe coinvolgere con immagini mozzafiato di un collegamento in diretta.

Possibile localizzazione delle future basi lunari. Foto: V. Marinoni

Nel frattempo puntiamo i nostri telescopi verso la zona della Luna dove sorgerà il primo insediamento umano e lasciando scorrere la fantasia immaginiamo di vedere la prima base spaziale dell’uomo al di fuori del nostro pianeta. Che il futuro dell’Uomo sulla Luna abbia inizio…   

Cieli sereni,

Vittorio Marinoni