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Set 17

Vi ricordate di ‘Oumuamua? Eccone un altro: 2I/Borisov!

Nell’ottobre del 2017 era stato avvistato per la prima volta un oggetto proveniente dallo Spazio Interstellare: le osservazioni e gli studi successivi hanno dimostrato che, a sorpresa, si trattava di un asteroide e non di una cometa come ci si poteva aspettare. Ora, l’11 settembre scorso, un nuovo oggetto di sospetta provenienza interstellare è stato avvistato e questa volta sì, si tratta di una cometa.

Immagini di 2I/Borisov riprese al telescopio Gemini North

Denominata C/2019 Q4 Borisov, dal nome dell’astrofilo Gennady Bosisov che la scoprì il 30 agosto, al momento della scoperta si trovava a circa 450 milioni di chilometri dal Sole. Nel punto più largo raggiunge i 20 chilometri di diametro ed è particolarmente luminosa.
La notizia della scoperta è stata diffusa in seguito dal Minor Planet Center della Università di Harvard e le osservazioni sinora condotte portano a concludere che la sua orbita è iperbolica, il che indica che la sua origine è al di fuori del nostro Sistema Solare, cioè proviene dallo Spazio Interstellare.
E’ così il secondo oggetto di questa categoria ad essere scoperto, il secondo in due anni! Il che ha fatto dire a qualcuno: “ce ne saremmo aspettati uno al secolo. In due anni ne abbiamo beccati due: non ci resta che fare due cose:
– Giocare alla lotteria perché la fortuna è dalla nostra parte;
– Pararci il fondoschiena perché abbiamo consumato tutta la fortuna della nostra vita!”

Raggiungerà la sua massima vicinanza al Sole il prossimo 10 dicembre, dando quindi la possibilità agli astronomi di osservarla con maggiore precisione e di capire se provenga effettivamente dallo Spazio Interstellare, al di fuori del nostro sistema solare.
Per chi volesse approfondire, qui trovate il preprint dell’articolo di identificazione dell’oggetto che assume la denominazione di Cometa Interstellare 2I/Borisov. Sul sito OrbitSimulator è possibile seguire l’orbita simulata della cometa, creata con i dati di JPL Horizons, mentre su TheSkyLive si possono verificare le previsioni di luminosità.