«

»

Gen 28

Appuntamenti celesti di Febbraio 2021

Allineamenti e Congiunzioni:

Giorno 6: Venere e Saturno sorgeranno insieme all’alba nel cielo ad Est / Sud-Est

Giorno 10: Una sottilissima falce di Luna calante sarà presente nel cielo a Sud-Est al sorgere del sole con Saturno, Venere e Giove

Giorno 11: Venere e Giove sorgeranno insieme all’alba a Est / Sud-Est mentre Saturno si sarà già allontanato da loro

Giorno 17: la Luna crescente e  Urano saranno in congiunzione ad Ovest nelle prime ore della sera

Giorno 18: la Luna crescente lascerà Urano e si congiungerà a Marte ad Ovest

Giorno 19 e successivi: Saturno Mercurio e Giove saranno allineati nel cielo poco prima del sorgere del Sole molto bassi sull’orizzonte a Sud-Est

Luna:

La rivista Inglese Sky at Night propone un’osservazione della Luna nel giorno 19 appena dopo le 23 (che per noi sarebbe dopo la mezzanotte, quindi dalle ore 0 del giorno 20) per osservare all’interno del cratere di Aristillus i picchi delle sue montagne illuminati dalla luce radente come fossero un ammasso di stelle. Non essendo alla stessa latitudine il fenomeno potrebbe non essere così evidente osservato da noi ma perché non provarci! magari anticipando l’osservazione di qualche ora.

Da parte nostra invece proponiamo l’osservazione dei tre famosissimi crateri Lunari che compongono la “Cauda Pavonis” di Galileo, descritta nelle sue osservazioni astronomiche col telescopio: si tratta dei tre crateri Ptolemaeus, Alphonsus e Arzachel. Il più grande è Ptolemaeus, di 153 Km di diametro, che prende il nome dall’astronomo Greco Tolomeo, propugnatore del modello Geocentrico che metteva la Terra al centro dell’Universo. Il bordo del cratere è delimitato da pareti di altezza modesta mentre l’interno è una superfice piana di lava cosparsa da centinaia di craterini.

La triade di crateri lunari formata da Ptolomaeus, Alphonsus e Arzachel. Foto: V. Marinoni

Di dimensioni  minori (circa 112Km di diametro) è  Alphonsus che in più occasioni è stato protagonista di diversi fenomeni transienti, come quello osservato dall’astronomo Sovietico Kozyrev che nel novembre 1958 ha rilevato al suo interno emissioni gassose. Oltre alla montagna centrale contiene solchi, colline, e piccoli crateri, ma la sua peculiarità sono alcune macchie scure sul suolo che cambiano di tonalità nel corso della giornata.  Arzachel è il più piccolo dei tre (97 Km di diametro) con pareti alte e terrazzate che ospita al suo interno una montagna di 1500 metri oltre che crateri e solchi.

Alla sinistra di Ptolemaeus c’è una formazione interessante costituita da una catena di piccoli crateri all’interno del cratere Davy Y che si ritiene sia stata causata dall’impatto di varie parti di un unico meteorite. Il periodo migliore per l’osservazione è al primo quarto di Luna o il giorno successivo, quindi i giorni 19 e 20.

Pianeti:

Giove e Saturno saranno osservabili soltanto a partire dalla seconda parte del mese. Il miglior periodo per l’osservazione è quindi verso fine mese rispettivamente 40 e 60 minuti prima del sorgere del Sole 

Marte, che a inizio mese è posizionato nella costellazione dell’Ariete, si va velocemente spostando verso le Pleiadi con le quali sarà in congiunzione dalla fine mese. Sarà ancora facilmente osservabile per tutto il mese in parte della notte anche se continueranno a ridursi sia la magnitudine (da 0,46 a 0,91) che il diametro apparente (da 7,9” a 6,4”)

Urano si sta progressivamente abbassando verso l’orizzonte insieme alle costellazioni dell’Ariete, della Balena e dei Pesci e quindi sta per finire il suo periodo di osservabilità, infatti se all’inizio del mese tramonterà verso mezzanotte a fine mese tramonterà intorno alle 22

Venere sarà molto difficile da osservare in febbraio perché già ad inizio mese sorgerà appena 25 minuti prima del Sole per poi diventare praticamente invisibile col trascorrere dei giorni perché troppo vicino alla nostra stella.

Mercurio sarà visibile ad inizio mese quando tramonterà a Sud-Ovest circa un’ora dopo il Sole. col quale sarà in congiunzione il giorno 8 e non sarà quindi possibile osservarlo fino dopo la seconda metà di febbraio, quando riapparirà poco prima del sorgere del Sole a Sud-Est in compagnia di Saturno e di Giove

Nettuno sarà molto difficile da osservare in febbraio perché già basso sull’orizzonte Ovest dopo il tramonto. A inizio mese tramonterà alle 20:30 mentre a fine mese alle 19

La Grande Nebulosa di Orione. Foto: A. Besani e M. Moggi

Profondo cielo:

Questo mese sono pochi i pianeti osservabili nel corso della notte e quindi non ci resta che rivolgere lo sguardo al profondo cielo che, essendo popolato da un gran numero di oggetti, è sempre in grado di suscitare notevole interesse dai neofiti agli astrofili più esperti.

Visto che le notti sono ancora molto fredde cercheremo di osservare nelle prime ore della sera magari da una finestra o dal balcone di casa usando un binocolo e rivolgendo lo sguardo agli oggetti più luminosi.

Potremmo iniziare con l’osservazione della Nebulosa di Orione facilmente riconoscibile perché situata subito sotto le tre stelle allineate che compongono la cintura dell’omonima costellazione, cercando d’individuare al suo interno le cinque giovani stelle che formano il “Trapezio” e subito sotto l’ammasso stellare denominato “il gioiello perso di Orione” con la luminosa stella Hatysa. La nebulosità che avvolge le stelle è formata da polveri e gas da cui le stesse hanno avuto origine e ci apparirà come una macchia lattiginosa in quanto i nostri occhi non sono in grado al buio di coglierne i colori per evidenziare i quali sono necessarie fotografie a lunga posa.

L’ammasso aperto delle Pleiadi. Foto: A. Besani e M. Moggi

Ad ovest di Orione potremmo scorgere alto nel cielo l’ammasso stellare aperto delle Pleiadi composto da oltre mille giovani stelle tra cui spiccano alcune giganti blu molto luminose ancora avvolte dalla nube di gas e polveri che le hanno originate e che il vento stellare prodotto delle stesse sta lentamente disperdendo nello spazio. Sono le famose” sette sorelle, figlie di Atlante e Pleione”: Alcione, Asterope, Celaeno, Elettra, Maia, Merope, Taygeta.

Infine alzando lo sguardo a Nord-Ovest tra le costellazioni del Perseo e Cassiopea potremo ammirare lo stupendo doppio ammasso del Perseo costituito da due ammassi aperti, NGC 884 e NGC 869, poco distanti tra loro e lontano circa 7500 anni luce da noi. Al loro interno sono visibili migliaia di stelle in diverse fasi della loro evoluzione dalle giovani blu e azzurre, alle più evolute di colore bianco fino alle supergiganti rosse alla fine della loro vita. Tutte insieme offrono uno spettacolare contrasto di colori.

Il Doppio Ammasso di Perseo, NGC884 e NGC869. Foto: V. Marinoni

Cieli sereni

Vittorio