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Ago 29

Fotografiamo le tracce stellari

In questo scampolo d’estate che ci rimane, può essere piacevole passare qualche serata sotto le stelle e allora perchè non approfittare per scattare qualche bella fotografia notturna, magari riprendendo le tracce stellari che ben illustrano la rotazione diurna del nostro Pianeta?

Tracce stellari. Singola posa di 20 minuti su pellicola E200. Foto. F. Rama

Anche se normalmente le stelle strisciate sono un problema e la loro presenza nelle foto è la rovina degli  astrofotografi che impiegano molto tempo a capire come realizzare accuratamente le lunghe esposizioni necessarie,  per i paesaggi notturni a largo campo le tracce delle stelle possono essere affascinanti e dare maggiore enfasi alla fotografia.

Star trails. Serie di foto da 30 secondi per un totale di 2 ore. Fonte: APOD/J. Losada

Inoltre, l’attrezzatura necessaria per creare tracce di stelle è veramente minimale: tutto ciò che serve è un treppiede (nessun inseguimento è richiesto – o desiderato), una fotocamera e un economico cavetto per lo scatto remoto. E’ consigliabile un obiettivo grandangolare, ma anche un obiettivo standard catturerà un’ampia fascia di cielo. Inoltre, l’obiettivo non deve essere particolarmente veloce; alcune aberrazioni ai bordi della foto avranno un effetto limitato sull’immagine finale.

Se realizzata con mezzi analogici, la vecchia cara pellicola, un’immagine con strisciate stellari richiederebbe ore di tempo di esposizione; oggi,con le moderne fotocamere digitali, non è pratico realizzare un’unica esposizione che dura così a lungo. E’ più semplice prendere invece molti fotogrammi e combinarli succesivamente in un’unica immagine. Il modo più semplice e meno costoso per farlo è con un cavo di scatto che blocca l’otturatore. Impostiamo la fotocamera per un ISO e apertura dell’obiettivo adeguati per uno scatto di 10-30 secondi (in funzione della luminosità del fondo cielo) in modalità manuale, con l’otturatore impostato su scatto continuo. Quando si blocca l’otturatore, la fotocamera scatta continuamente un’esposizione di 30 secondi dopo l’altra fino a quando non la si ferma.

Gemini Observatory North, Hawaii. 85 foto da 30 secondi. Fonte: APOD/J. Pollard

Se si desidera un po’ più di flessibilità e controllo senza dover ricorrere al collegamento ad un computer in loco, si può acquistare un intervallometro. Questo è un dispositivo esterno che si collega alla fotocamera e consente di programmarlo per scattare una serie di esposizioni mentre la fotocamera è impostata sulla modalità B (Bulb). Volendo, si può anche allungare il tempo di esposizione oltre i 30 secondi (ad esempio, per esporre correttamente il primo piano) e volendo essere creativi, si potrebbero persino sfalsare le immagini, con un ritardo tra le esposizioni. Attenzione, però: per evitare che le tracce stellari sembrino più delle linee tratteggiate, è necessario che ci sia il minor tempo possibile tra ogni foto.

Le tracce stellari da sole sono un’interessante dimostrazione tecnica, ma per una buona fotografia occorre una buona composizione: bisogna quindi trovare alcuni oggetti interessanti in primo piano, che si tratti di edifici, paesaggi o qualcos’altro creato dall’uomo che si presentino in modo intrigante di fronte alle strisciate stellari.

Quando si regolano ISO e apertura, è bene controllare l’istogramma: il livello massimo dovrebbe essere più o meno centrato o leggermente a sinistra. Se è troppo a destra, si saturano le stelle più luminose e si perdono alcuni dei colori delle stelle. L’esposizione a destra aggiungerà anche molto fondo cielo e inquinamento luminoso alle immagini, cosa che vogliamo assolutamente evitare.

L’altro fattore da monitorare è il primo piano. Se gli oggetti in primo piano sono sovraesposti, potrebbe essere necessario accorciare i tempi di esposizione o prendere una breve esposizione separata per fonderla con la composizione finale in un secondo momento.

Star trail composite created with iss030e171842 thru iss030e171889

Una volta ottenuta una nutrita serie di immagini, bisogna combinarle tutte assieme per ottenere la  compositazione finale. A differenza dell’astrofotografia del cielo profondo, possiamo semplicemente combinare tutte le immagini senza prima allinearle. Quasi tutti i software di fotoritocco permettono di caricare una serie di immagini in livelli e fonderli insieme. Uno strumento gratuito e facile da usare che gli utenti di Windows dovrebbero provare è un programma chiamato Startrails. in alternativa, si può utilizzare Adobe Photoshop: nel menu File / Script si trova “Carica file nello stack”, che caricherà una selezione di immagini come livelli separati. Impostando semplicemente ogni livello su “schiarisci” (“lighten”), verranno portati avanti tutti i singoli percorsi stellari più piccoli, combinandoli in uno solo. 

Buone strisciate!

Articolo originale: Shooting Star Trails, di

Libera traduzione: Franco – Antares legnano