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Lug 17

20 luglio 1969: l’Aquila è atterrata

Emblema della missione Apollo 11. Un’aquila calva, simbolo degli Stati Uniti, si posa sul suolo lunare stringendo fra gli artigli un ramo d’ulivo a rappresentare un “allunaggio pacifico degli Stati Uniti”. Fonte: NASA

Il 20 luglio 1969 alle 15:17, ora di Houston (in Italia erano le 22:17), il modulo lunare Eagle si posava sul suolo del nostro satellite naturale. Poche ore più tardi il primo essere umano a mettere piede sulla superficie di un corpo celeste diverso dalla Terra scendeva la scaletta e pronunciava le memorabili parole: “Un piccolo passo per un uomo, un balzo da giganti per l’Umanità”: Neil Armstrong, astronauta americano, camminava sulla Luna!

Neil Armstrong si appresta a scendere sulla superficie lunare. Fonte: NASA

L’equipaggio di Apollo 11: da sinistra, Neil Armstrong, Michael Collins, Edwin “Buzz” Aldrin. Fonte: NASA

Oggi, 50 anni dopo, l’impresa sembra essere data per scontata se non addirittura bollata come fake news e snobbata. Eppure, le difficoltà tecnologiche, e umane, che è stato necessario superare per realizzare il Programma Apollo sono sotto gli occhi di tutti. Pensiamo ad esempio ai problemi da risolvere per mantenere in rotta una navicella ed in vita il suo equipaggio per un viaggio di oltre 700.000 chilometri, la necessità di avere fonti energetiche per il funzionamento degli apparati e dei, rudimentali, computer di bordo.

Non tutti sanno, ad esempio, che le celle a combustibile sono state ideate e realizzate proprio col progetto Apollo, così come  il trapano senza fili, realizzato dalla Black&Decker per dare ad Armstrong e Aldrin la possibilità di staccare campioni di roccia dal suolo lunare, ritrovato che oggi ci aiuta in tanti lavori. E ancora, i pacemaker che sono stati sviluppati da dispositivi studiati dalla NASA per monitorare i parametri vitali degli astronauti. Anche i microchip, usati in ogni apparato elettronico, derivano dai primi circuiti integrati sviluppati per i computer di bordo che, per necessità, dovevano essere piccoli e leggeri.

Oggi, 50 anni dopo, ricordiamo con emozione un evento storico che possiamo paragonare a pochi altri avvenimenti: la scoperta dell’America, l’invenzione dell’agricoltura, la teoria della relatività.

E allora riviviamo assieme gli ultimi concitati minuti prima dell’allunaggio, che si concludono con un’altra frase memorabile: “Houston, Tranquillity Base here. The Eagle has landed”.

Il dettagliato resoconto di ogni secondo della discesa e allunaggio di Apollo 11. Fonte: Apollo11 – Apollo Flight Journal

Chi c’era, ricorda. Chi non c’era, ricorderà.