STAR PARTY FORESTE CASENTINESI
23-24 GIUGNO 2006



di Stefano Frattini & Piero Tripoli

In uno degli angoli più belli di un’area protetta, tra boschi di alberi secolari, si svolge lo star pary delle foreste casentinesi, organizzato dal Gruppo Astrofili M13 di Scandicci e giunto ormai alla 7° edizione. Piero, che consulta abitualmente la pagina 575 di televideo a cura dell’Uai,…dopo avermi fatto venire l’appetito, meschinu, si vuole tirare indietro; mi tocca obbligarlo ad accompagnarmi. Partiamo Venerdì 16 giugno intorno alle 10.30. In 5 ore di viaggio a bordo del furgone blu Citroen, sotto un cielo che pare una cappa grigia e immobile, architettiamo di presentarci con nomi falsi (Franco Rama e Marco Moggi). Tuttavia, allorché giunti a destinazione varchiamo la soglia della capanna di legno dove si registrano i partecipanti allo star party, l’emozione ci fa desistere dai nostri biechi propositi. Gli alberghi, naturalmente, sono tutti prenotati, ma grazie all’interessamento di Tiberio (M13), troviamo posto per la notte allo Scoiattolo.

 

Campigna, una piccola località al centro del parco nazionale, già residenza di caccia del Granduca Leopoldo di Toscana nell’Ottocento, oggi è una zona di elevato interesse faunistico per la presenza del lupo, dell’aquila reale oltre a diverse specie di ungulati. Dopo esserci sistemati, riposati e aver spulciato il materiale informativo, scendiamo a gustare l’ottima cucina a base di funghi e ravioli fatti in casa. Conosciamo Guido, un astrofilo che abita fuori Bologna; e una coppia, marito e moglie che condividono la stessa passione per il cielo: Cristina e Fiorenzo, ravennati. Confessiamo che è la nostra prima esperienza a uno star party, e siamo molto dispiaciuti di aver trovato un tempo così brutto; loro ci incoraggiano a salire lo stesso al passo. E’ancora più coperto di prima e pioviggina, in più fa freddo e noi siamo venuti in maglietta e pantaloncini (principianti!), quindi mi tocca formulare l’imbarazzante richiesta al nostro oste. Nessun problema, l’albergatore ci presta 2 giacche a vento e possiamo ripartire, coi veterani che ci precedono lungo la strada che si attorciglia a tornanti nel fitto della foresta. Il passo della Calla, posto sotto alla cima del Monte Falterona (1296m) è un valico che congiunge la Romagna con la Toscana. Per una via laterale, ci portiamo al piazzale dei Fangacci, un’area attrezzata per la sosta dei camper.

 
Nella troposfera, al crepuscolo, i banchi di nubi sono sempre in movimento; talora lasciano indovinare l’immagine di Giove o Vega, troppo poco perché qualcuno si decida a tirar fuori un telescopio. Gli astrofili chiaccherano, appoggiati alle macchine sulla strada. Le ore passano. A mezzanotte viene fuori la goliardia dei toscani, gli astrofili di M13, che si cimentano in una danza tribale propiziatoria; e lentamente il cielo si mostra. In un battibaleno il Celestron 9 ¼. è bell’ e che montato; laddove si vede il cielo, il seeing è davvero buono, Piero mi fa notare che si vedono a occhio nudo la 3° e la 4a stella del piccolo carro. Mentre facciamo l’allineamento, si annuvola di nuovo. Ma negli interstizi tra le nuvole il cielo è davvero bello e col nostro binocolo Meade 10 x 50 guardiamo con profitto alcune nebulose: Laguna, Trifida, la nube del Sagittario, M22, nebulosa Omega e Aquila, nella coda del Serpente, la via lattea nel Cigno. Piero si toglie la soddisfazione di guidare col binocolo il fior fiore degli astrofotografi della Uai, gente del calibro di Marco Paolilli.
Siamo curiosi di ficcare l’occhio nell’oculare degli altri telescopi: un dobson 300 mm, un Meade SC pure da 300 mm, un Vixen 200 SS su EQ6 PRO, un Gladio da 315 mm f25 vari apocromatici tra cui lo Skywatcher 120 Ed, che da principio ero intenzionato ad acquistare. La nostra impressione, confortata dal parere di molti, è che il 9¼ sia stata un’ottima scelta. A un tratto un coro di meraviglia attira l’attenzione di tutti sulla scia di un bolide.
Stanchi del viaggio ma soddisfatti, verso le 2 incominciamo a smontare; il passaggio della stazione spaziale (ISS) ci augura la buonanotte.

  Sabato 17 giugno. Seconda serata osservativa, stazioniamo il telescopio e lo alliniamo con Deneb, Vega e Spica. Cominciamo a fare osservazione su Giove, di cui distinguiamo i cosiddetti festoni. M13, con oculare da 15 mm: spettacolare. M51, super spettacolo, sembra di vedere l’occhio di un ciclone: si scorgono i bracci della spirale grossa, più la galassia interagente. M11 nello scudo, meravigliosa. M22 nel Sagittario, deludente. M27, la Dumbell o Nebulosa Manubrio, finalmente l’ho vista anche io. Un burlone toscano si aggirava urlando “C’è una supernova su M82!” Digitiamo l’oggetto sulla tastiera dell’EQ6, e in effetti notiamo una stella arancione. “E’ una stella di fondo” mi spiega Piero. A un certo punto si scarica la batteria dell’alimentatore e continuiamo a osservare nel binocolo di Guido, uno Skypoint da 102 mm, due galassie nel Leone, poi M81 e M82 nello stesso campo, M17, M16, M24, M51 un’altra volta, ma erano meglio nel mio telescopio.
Ci sarebbe ancora molto da aggiungere ma ci siamo dilungati abbastanza: chissà quando rivedremo un cielo simile! L’augurio ad Antares-Legnano, da parte degli astrofili di M13, e anche nostro, è di partecipare l’anno prossimo con una rappresentativa più numerosa, perché ne vale veramente la pena!

Per altre informazioni:
./ext/http://www.m13.it/starparty2006.htm
./ext/http://www.mazzottiefigli.com/cfm2004/

HOME PAGE